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Monthly Archives: Agosto 2021

“ARMANDO E I SUOI FRATELLI – Le loro storie raccolte in uno stadio” – Edo Calligaris

PREFAZIONE – prof. Ferruccio Tassin

Edo Calligaris potrebbe essere ricordato “semplicemente” come il cronista di un paese, con la sua attività di corrispondente del “Piccolo”, invece ha fatto molto, molto di più.
Entrando nelle case, nelle fabbriche, nella vita paesana e, con rispetto e sensibilità, nella vita delle persone, ha descritto tante storie, senza dare ali alla fantasia: con realismo cronistico e con sensibilità entrata nell’anima.
Scuole, divertimenti; il lavoro; la storia quella alta e quella della vita di ogni giorno; storie di umili e potenti, con rigore e quasi tremebonda onestà, sempre teso al vero a trovare il lato buono anche in vite inclinate al male.
Sicché il suo entrare nella vita paesana non si è solo fermata alle cose, ma anche allo spirito.
Il suo narrare la storia si è inoltrato nelle casupole, nelle osterie, nei palazzi, nelle fabbriche, nelle chiese, esplorando il senso locale e la dimensione internazionale, che sempre investe la storia in questo angolo di mondo che abbraccia i confini e ne sente gli scossoni, quando la volontà dei potenti scaglia le genti “contro”.
Ma qui, con Armando, la storia esplora le anime.
Quella spaventosamente percossa di lui e quelle trepide di chi gli stava intorno.
Anche la psichiatria, la medicina della mente del corpo e dell’anima qui ha trovato interesse precoce a Gorizia, con l’ospedale psichiatrico che ospitava storie e vite, soprattutto (ma non solo) di miseria.
Oggi, la vita di Armando si sarebbe potuta riprendere dopo un intervento di microchirurgia o con farmaci che ora ci sono e allora non c’erano.
Ma l’oggi non può riprendersi una vita drammatica come quella di Armando, della sua famiglia e del suo paese.
Se c’è qualcosa di positivo in tutto questo dramma di vita è la trepidazione partecipe del paese al dramma.
L’eroe è lui, Armando, protagonista di uno dei tanti drammi vissuti in “quegli” ospedali e letterariamente protagonista di una tragedia greca. Lui sapeva e non poteva far niente; le persone che gli stavano intorno sapevano e non potevano far niente…
L’altro protagonista della storia è il padre, che non può rassegnarsi, ma è costretto a cedere: non lo poteva più andare a trovare per eccesso di amore.
Tragedia a tragedia aggiungeva ogni distacco.
Il vento di giustizia umana portato dal prof. Franco Basaglia tentò di lambire anche lui, ma per lui, chirurgia e farmacologia non erano ancora pronte a lenire dolore e a bloccare il dramma.
Sarebbe stato “normale” Armando, oggi; avrebbe potuto fare carriera con le sue doti di calciatore che seminava il panico nelle difese avversarie.
Sarebbe, ma non è stato.
Resta il suo nome cui è intitolato il campo di calcio.
Questo nel paese; a noi, resta il rammarico di una speranza nata e soffocata innumerevoli volte.
Nel disegno di Dio, di certo ci saranno, per grazia e certezza del Verbo eterno, altro senso di giustizia e altro destino.
Edo Calligaris, ha fatto sì che una scintilla di questa certa giustizia accenda le stoppie e vagoli qua e là illuminando momenti di vita.
A chi legge con attenzione e col fiato sospeso questo dramma di vita non sfuggirà un’immagine oltre il tempo e lo spazio, quella di Armando che si esibisce in un suo bruciante dribbling fra le nuvole!

                                                                                              

  Ferruccio Tassin

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